Appartamento in affitto breve
Zdenac Lux — centro storico sul mare
Appartamento nel cuore del centro storico antico, a pochi minuti a piedi dalla spiaggia. Esci dalla porta e trovi subito bar, ristoranti e tutto quello che serve per una vacanza perfetta. Parcheggio privato incluso — un vero lusso in una zona dove i parcheggi pubblici costano una fortuna.
- 🏘️ Cuore del centro storico antico
- 🏖️ Spiaggia a pochi minuti a piedi
- 🅿️ Parcheggio privato incluso
- 🛏️ Fino a 6 ospiti · 2 camere + sala
L'appartamento si trova in un palazzo storico nel centro antico. Bar e ristoranti tipici sono letteralmente a pochi passi dall'uscio. La spiaggia è raggiungibile tranquillamente a piedi.
Spazi e dotazioni
- Superficie: 55 mq
- Camere: 2
- Posti letto: fino a 6
- Cucina attrezzata
- Aria condizionata
- Wi-Fi
- Lavatrice
- Microonde
- Macchina del caffè
Parcheggio privato
🅿️ Parcheggio privato incluso
In una zona dove i parcheggi pubblici costano una fortuna (anche 100 euro/giorno), il nostro parcheggio privato è un vantaggio enorme.
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Piantina dell'appartamento
Foto dell'appartamento
Immagini dell'appartamento.
Il paese e i dintorni
Il borgo e la spiaggia.
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Come arrivare
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Cosa fare
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La chiesa, ultimata nel 1736, è il più grande edificio barocco dell'Istria. Il campanile alto 62 metri si rifà ai prototipi veneziani — non a caso ricorda quello di San Marco — e in cima porta la statua di bronzo della santa, alta quasi 5 metri, che ruota con il vento come una banderuola. Dall'alto lo sguardo spazia fino alle isole Brioni e, nelle giornate limpide, si vedono le Prealpi.
Ma Sant'Eufemia non è solo da vedere di giorno. La sera, sui tavoli all'aperto sul prato davanti alla chiesa, si serve l'aperitivo — una delle esperienze più belle di Rovigno. E di notte, scendendo per la Ulica Grisia, la via lastricata che porta al centro storico, troverete una fila interminabile di bancarelle: gioielli artigianali, stoffe, ceramiche, oggetti di ogni tipo. Vale la pena tornarci in tutti e tre gli orari — è ogni volta una cosa diversa.
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Verso sera cambia tutto: portano i cuscini sugli scogli, si accendono le luci, e gli stessi scogli diventano il posto migliore in cui bere un aperitivo guardando il tramonto sul mare. È una delle cose che rendono questa casa così speciale — la facilità con cui si raggiungono posti così belli.
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La spiaggia si trova all'interno del parco boschivo di Punta Corrente — un posto straordinario con una storia curiosa: alla fine dell'800, l'armatore austro-ungarico Georg Hutterott fece piantare qui alberi rarissimi portati direttamente dai marinai dal Messico, dall'America e dal Giappone. Tra gli esemplari più preziosi ci sono i cedri disposti a formare una stella. Il parco è diventato patrimonio naturale protetto nel 1961.
Vale assolutamente la pena noleggiare le biciclette — la ciclabile costiera che porta a Cuvi è una delle cose più belle che si possano fare qui.
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La storia è lunga e travagliata: genovesi, veneziani, i pirati uscocchi al soldo degli austriaci che la assediarono senza mai riuscire a prenderla. Alla fine non fu la guerra a distruggerla, ma la peste prima e la malaria poi. Nel 1630 quasi tutti abbandonarono Dvigrad per trasferirsi nella vicina Kanfanar. Nel 1650 il vescovo contò solo tre famiglie rimaste. Nel 1715 se ne andò anche l'ultima.
Oggi le rovine sono straordinariamente ben conservate — proprio perché non fu distrutta, ma semplicemente abbandonata. Si cammina tra le stradine lastricate originali, si vedono gli archi, le torri di guardia, il forno del pane, e i resti della chiesa paleocristiana di Santa Sofia in cima alla collina. Pochissima folla anche in piena stagione.
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Nel cuore della valle del fiume Quieto, ai piedi di una parete rocciosa alta 85 metri, sgorgano le sorgenti termali di Istarske Toplice — nota in passato come Terme Santo Stefano. L'acqua, ricchissima di zolfo e oltre quaranta minerali, è considerata tra le migliori acque terapeutiche di tutta la Croazia. Persino l'esercito di Napoleone si fermò qui per fare il bagno.
Anche con le terme chiuse, l'escursione vale: dalla sorgente parte la Via Crucis che sale fino allo sperone roccioso soprastante, con una vista magnifica sulla valle. Il paesaggio è protetto e ospita specie vegetali rare che non si trovano altrove.
Programmando bene la giornata, si può abbinare la visita a un pranzo alla Konoba Dolina — cucina istriana autentica, assolutamente da non perdere. Se per caso fosse chiusa, lì vicino c'è la Konoba Doriana: i fusi migliori della regione e un ottimo vino.
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La passeggiata sulle mura veneziane è d'obbligo — 30-40 minuti per girare l'intero perimetro, con viste panoramiche su tutta l'Istria verde. Le strette vie lastricate in pietra, il municipio rinascimentale, la chiesa di Santo Stefano con il suo campanile dentato: ogni angolo sembra un set cinematografico. E non è un caso — ogni estate Motovun ospita il Motovun Film Festival, uno dei festival di cinema indipendente più noti d'Europa, con proiezioni in piazza a cielo aperto fino a notte fonda.
La foresta di Motovun, nella valle sotto il borgo, è il regno del tartufo bianco istriano — lo stesso che nel 1999 ha stabilito il record mondiale di peso ed è entrato nel Guinness dei primati. Nei ristoranti del paese lo si trova su tutto: pasta, uova, bruschette. Da abbinare rigorosamente a un bicchiere di Malvasia o Terrano locale.
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Con un po' di fortuna — e di pazienza — si possono osservare aironi, garzette, martin pescatori, anatre selvatiche e specie migratorie rare nel loro habitat naturale, a pochi metri di distanza. Non servono attrezzature particolari, solo occhi aperti e un po' di silenzio.
Un consiglio: non andate quando fa troppo caldo, e neppure quando c'è troppo vento. Trovate il momento giusto — mattina presto in primavera o in autunno, o una giornata mite fuori stagione — e potrete avere una grande esperienza.
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L'acqua è parzialmente salmastra per via delle sorgenti sottomarine di acqua dolce, e questa composizione particolare crea le condizioni ideali per gli allevamenti di ostriche e cozze — tra i migliori dell'Adriatico. Sui due ristoranti direttamente sul bordo dell'acqua, raggiungibili solo via mare, si mangiano le ostriche appena pescate con un bicchiere di vino bianco istriano. Un'esperienza semplice e indimenticabile.
Sulla scogliera c'è anche la leggendaria Grotta dei Pirati — accessibile solo dal mare — dove si dice si nascondesse il Capitano Morgan stesso, che secondo la leggenda aveva risalito il canale per nascondere il suo tesoro nelle rovine di Dvigrad.
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Il modo migliore per godersela è affittare un pedalò e costeggiare le scogliere a pelo d'acqua: le pareti di roccia scendono a picco nell'Adriatico, il colore dell'acqua cambia metro per metro, e si scoprono piccole insenature e grotte accessibili solo dal mare. Un'esperienza completamente diversa rispetto alla spiaggia normale — lenta, silenziosa, bellissima.
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Ci sono tre percorsi di arrampicata su funi a tre altezze diverse: il giallo a 2 metri per chi inizia, il blu a 6 metri per chi ha preso confidenza, e il nero a 10 metri per chi vuole davvero mettersi alla prova. Ma oltre ai percorsi c'è molto altro: l'altalena gigante da 12 metri, il quickjump da 20 metri, la parete di arrampicata, e la catapulta umana — da 0 a 100 km/h in orizzontale in un secondo, un'esperienza che non si dimentica facilmente. Per i bambini più piccoli ci sono passerelle in legno, un escavatore giocattolo e un parco animali con capre, conigli e galline che girano libere.
Conviene arrivare la mattina: la maggior parte delle persone ci passa almeno quattro ore. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17. Tel. +385 98 224 314.
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Ma il cuore della città è la Basilica Eufrasiana, e che cuore. Costruita a metà del VI secolo dal vescovo Eufrasio — che di modestia ne aveva poca: ha fatto mettere la sua faccia nei mosaici accanto ai santi — è uno degli esempi più completi di architettura paleocristiana sopravvissuti al mondo, tanto che nel 1997 è stata iscritta nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. L'intero complesso è rimasto quasi intatto: la basilica a tre navate, l'atrio colonnato, il battistero ottagonale del V secolo, il palazzo episcopale.
I mosaici absidali sono il tesoro vero: realizzati da maestri bizantini portati da lontano, in oro e pietruzze colorate, rappresentano la Madonna con Bambino affiancata dagli angeli e dai santi locali — tra cui lo stesso Eufrasio che regge in mano il modello della basilica. Salite il campanile: la vista su Parenzo e sull'Adriatico ripaga da sola il viaggio.
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Ma Labin ha anche una storia più recente e sorprendente: sotto di essa, per secoli, si è estratto carbone. Le miniere hanno plasmato tutto — l'architettura della parte moderna ai piedi della collina, l'identità operaia della città, persino una rivolta nel 1921 (la "Repubblica di Albona") che anticipò di decenni le lotte sindacali europee. L'ultima miniera ha chiuso nel 1989, proprio perché stava facendo franare la città vecchia soprastante.
Ma Labin ha anche una storia più recente e sorprendente: sotto di essa, per secoli, si è estratto carbone. Le miniere hanno plasmato tutto — l'architettura della parte moderna ai piedi della collina, l'identità operaia della città, persino una rivolta nel 1921 (la "Repubblica di Albona") che anticipò di decenni le lotte sindacali europee. L'ultima miniera ha chiuso nel 1989, proprio perché stava facendo franare la città vecchia soprastante.
Oggi la Stari Grad è un labirinto di stradine lastricate, case color pastello, gallerie d'arte e atelier aperti tutto l'estate. Il Museo Civico nel palazzo barocco Lazzarini-Battiala conserva una riproduzione delle gallerie minerarie sotterranee — unica nel suo genere in questa parte d'Europa. Dalla Fortica, la vecchia fortezza, la vista spazia su Rabac, il Quarnero e, nelle giornate limpide, fino al Monte Velebit in Dalmazia.
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A differenza del Colosseo di Roma — che per secoli fu saccheggiato dai romani stessi, che ne strapparono il marmo per costruire palazzi e chiese — l'Arena è arrivata fino a noi quasi intatta. L'UNESCO non l'ha inserita nel Patrimonio dell'Umanità per un motivo che farebbe perdere la pazienza a chiunque: in passato qualcuno ha scavato una pizzeria nella roccia. Con lo stesso criterio, il Colosseo non dovrebbe stare nell'elenco — eppure ci sta. Un caso in cui la burocrazia internazionale ha dato il meglio di sé.
Vale la pena salire anche al Forte di Pola, la fortezza napoleonica sul colle che sovrasta la città: la vista sull'Arena, sul porto e sull'intera baia è straordinaria, e ci vuole mezz'ora a piedi dal centro.
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Navigando di notte, spegnendo i motori a un miglio dall'obiettivo e procedendo a remi per non fare rumore, i tre scafi si infilarono nella baia di Buccari — nel cuore stesso della flotta austro-ungarica, che aveva la base principale lì vicino a Pola e riteneva impossibile che qualcuno osasse avvicinarsi. Lanciarono i siluri (quasi tutti si impigliarono nelle reti di protezione), poi — il gesto che fece la storia — lasciarono galleggiare nella baia tre bottiglie con nastro tricolore, ognuna contenente un messaggio scritto di pugno da D'Annunzio: «In onta alla cautissima flotta austriaca, occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d'Italia, pronti sempre a osare l'inosabile».
Gli austriaci trovarono la bottiglia la mattina dopo e non capirono bene cosa fosse successo. Il timoniere del MAS 96 aveva scritto a matita sul timone il motto Motus animat spes. D'Annunzio lo lesse, scosse la testa e disse: «Bisogna qualcosa di più forte». Di getto scrisse le tre parole che diventarono leggenda: Memento Audere Semper — Ricordati di osare sempre. Le iniziali formano MAS. Il motoscafo 96, con quella scritta ancora sul timone, si può ancora vedere al Vittoriale sul lago di Garda.
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Dove mangiare
La cucina istriana è uguale dappertutto — pesce fresco, pasta fatta in casa, tartufo, vino locale. Qualcuno la fa un pelo meglio, qualcuno un pelo peggio. I prezzi sono quelli che sono, e negli ultimi anni sono saliti parecchio. Detto questo, ecco i posti che vale la pena cercare.